Al medesimo
Sul medesimo argomento.
Onesto e savio religioso frate Guittone, lo Meo Abracciavacca, ch'è vostro, vi si racomanda.
Se veritá cannoscenza sostene e bono amore, convene che ogni fine elezione da canoscenza mova ed amore lo confermi. Dunque, se, per vera dimostranza di bono, sento me apriso d'amore, e poi diletto disiando servir e veder voi, non meraviglio, ma laudo, conoscendo ciò ch'amare ed elegere si dee in esta parte, e purificando e sanando. Amore, non in ozio, ma in continua operazione regna. E quinde intendo vostra benignitá, sovenendo e svegliando me, ne la grave e fortunosa aversitade, in gioia alcuna, di che fue alquanto brunita la ruginosa mia intenzione. Ora sperando sanare la mente in veritá, mò vo' dimando risposta di fina sentenzia di ciò ch'i' ho dubbio, mandandolovi dichiarando per lo sonetto di sotto scritto. Consimil è la lettera e 'l sonetto a l'autro in sentenzia, ma non in voce.
Pensando ch'ogni cosa aggio da Dio,
non so di che mendar lui possa fallo;
ché alma e corpo e vita e mondo 'n fio
mi die' per lui servire a fermo stallo.
Ed eo 'l diservo, in che tegna disio,
non sento di che dica: — Esso disfallo. —
Aldo misericordia dir: com'io
creder lo possa, non veo, sí n'avallo.
Ché pur somma giustizia è fòr defetto.
Al vero Dio misericordia come
chede contr'essa e m'opera salute
vorrial sapere; e poi di loro assetto,
avendo pieno ciascuna su' nome
dal Signor nostro, ch'è tutto vertute.
V
A Bindo d'Alessio Donati
Rimprovera l'amico d'essersi perduto in vizi carnali.
Amico Bindo, Meo Abracciavacca ciò che piú ti sia bono.
L'amistá fredda, celata d'amici lungiament'è veduta: però convene ad essa socorso di parole, almeno visitazione. Unde pesamevi non poco non di tuo stato inteso per te alcuna cosa, e ponderosa via piú mi grava odita quasi di pubrica voce non bene aconcia in tuo pregio. Di che bono comincio torna, per sentenzia di troppo avacciata natura, lá dove pregio montato avalla, poi suo podere nol sostene. Di che fôra minore assai male no aver cominciato che partir di bono comincio. Ché rasa scrittura di carta peggio poi loco si scrive, e cosí pregio istinto nel core peggio ralluma. Ahi come pare laido ditto, dicendo: — Quei fu giá bono! — Ahi, carnal desiderio, quanti nobili e grandi hai nabissati! Forsi sembrati scusa s'avete vinto? No, ma defensione piú laude porta. Onne operazione vòle misura, e fòr d'essa vizio si trova; e quanto meno ende fori, meno have vizio podere. Donque, se misurare omo non puote volontá carnale, apressi quanto pote a misora. E se mi dici: — Gioventute forte m'asaglie, — dico: — Difendi con ragion vecchia c'hai. — Ché gioventude s'intende in due modi: quanto al tempo e quanto in costumi. E, se ragione loco resistere non pote, fuggi, ché fuggire s'intende prodezza, lá dove convene.