α) V. Nannucci, Manuale della letteratura del primo secolo della lingua italiana, Firenze, 1843, I, 187 sgg. Contiene di Bonagiunta c. VI e XI; ball. II; son. III, IV, VIII[32].
β) H. Knobloch, Die Streitgedichte im Provenzalischen und Altfranzösischen, Breslau, 1886. Contiene il son. di Bartolomeo «Vostro saver provato m'è mistieri» (p. 68).
γ) B. Wiese, Altitalienisches Elementarbuch, Heidelberg, 1904. Contiene di Bonagiunta c. X (p. 208).
Seguono alcune osservazioni intorno ai singoli componimenti.
BONAGIUNTA CANZONI
I, 10-2. Il paragone trae la sua origine dalla credenza che trovasi riferita, ad es., in un antico poemetto francese, nel quale appunto, a proposito della «balena» « Qui de biens est farsie et plainne » si dice fra l'altro: « Quant elle est prise et atrappée — Mieus en vaut toute la contrée »: cfr. G. Raynaud, Mélanges de philologie romane, Paris, 1913, p. 137. Altrimenti spiega quest'allusione G. Bertoni, in Zeitsch., XXXVI, 569-71.
I, 55-60. «Ma per ragione di buona speranza, come l'oliva non cangia la verdura, cosí io non cangio il mio buon volere e il cor gioioso, piacente e amoroso, per quanto mi sia cangiato l'aspetto».
II, 24. «Come l'oscuritá è diversa dallo splendore».
II, 33. «Non partire» dipende da «faraggio» del v. p. Tutto il verso mi pare poi debba intendersi: «non partirò giammai»; «tutto tempo» è lo stesso che «giammai», da cui è rinforzato.
III. Per quanto riguarda lo schema metrico, in relazione a quello proposto, è probabile che nella seconda «volta» della prima strofa (specialmente vv. 14-5) si debba trattar d'assonanza; ma la seconda «volta» della seconda strofa (vv. 32-3) è certo errata: cfr. in contrario Wiese, Archiv cit., CXVII, 217. Il Wiese, invece, ha ragione quando afferma che gli ultimi otto versi (73-80) appartengono ad una nuova strofa, non al commiato. La canzone è dunque incompiuta.