X, 29. Il cd. legge «osmantenere». Il Wiese, Altitalienisches Elementarbuch cit., p. 209 propone: «A fin [di pietanza] ottenere».

X, 42 sgg. Il Parodi, Rima siciliana cit., p. 124 n., si domanda — cosa che a me non sembra necessaria — se le finali in «-ente» di questa strofa non sieno da trasformare in «-enti», trovandosi in «gente» l'«-i» finale per «-e» del siciliano.

X, 43. «ch'è regina». La correzione era prima dubitativamente proposta in nota ne I Rimatori lucchesi cit., p. 115. Diversamente pensa il Parodi, Rima siciliana cit., p. 128 n.

XI. Riunisco qui le varianti. 4. Hor, 5. hauia, 27. Anchor, 30. alchun, 31. misura, 32. huom, 33. uertude, 34. huom, 36. addiuenir, 37. Ciaschuna, 53. humiliare, 56. Ch'allaccio, 61. ché detto, 62. ché á dire.

XI, 1. Nella stampa, è lasciato un po' di spazio per la iniziale grande, che manca: c'è invece una b minuscola.

XI, 52-4. «Prima di servirla, mi trovo che l'avvenente, per darmi gioia, umilia verso di me guiderdone (= ricompensa) si soave».

XI, 56. La correzione è del Pellegrini: cfr. Rass. bibliogr. cit., XXI, p. 19.

DISCORDI

I, 1-12. A considerare la prima parte della strofa di ottonari, anzi che di settenari, come giá mi parve, mi ha indotto e il piú attento esame della lezione dei cdd. (cfr. specialmente i vv. 1-2) e il confronto con la seconda parte.

I, 62. Secondo il v. 60, sottintendi «è», che si riferisce a «spera» e «cèra».