Sig. Solness. (rifiutando l’aiuto) Oh! tu fai anche troppo per me.

Solness. (con una certa violenza) No, non parlarmi così, Alina, non posso soffrirlo!

Sig. Solness. Bene; allora non ti dirò più nulla, Halvard.

Solness. Io resto sempre nella mia opinione: ti troverai bene nella nuova casa.

Sig. Solness. Oh Dio? Trovarmi bene, io?

Solness. (vivamente) Certo, certo, sta pur sicura perchè là vedi — là c’è tanto, che ti ricorderà la tua casa paterna.

Sig. Solness. Quella di mio padre e di mia madre — e che bruciò — in una volta!

Solness. (con voce velata) Sì, sì, povera Alina, quello è stato un tremendo colpo per te.

Sig. Solness. (scoppiando in lamenti) Costruisci quante altre case tu vuoi, Halvard. Non ne farai mai una che vada bene per me.

Solness. (andando su e giù) Ebbene, allora, in nome di Dio, non parliamone più.