Sig. Solness. (spaventata) Malato, tu ammalato Halvard!

Solness. (scoppiando) Un uomo mezzo stolto o un pazzo addirittura, come meglio ti pare.

Sig. Solness. (si appoggia alla sedia e si siede) Halvard! Per l’amor del cielo!

Solness. Ma voi vi sbagliate tutti e due, tu ed il dottore. No, non sono pazzo. (va in su e in giù, la signora lo segue premurosa cogli occhi. Poi va da lui)

Solness. (calmo) In fondo, non ho proprio nulla.

Sig. Solness. Ma che cos’hai dunque?

Solness. Non so che cosa sia, ma di tanto in tanto mi sento come sotto uno spaventevole peso di una grande colpa...

Sig. Solness. Tu colpevole verso qualcuno, Halvard?

Solness. (adagio commosso) Sì, Alina, verso di te.

Sig. Solness. (si alza lentamente) Spiegati; non capisco.