Brovik. Grazie.

Solness. (Gli avvicina un poco la poltrona) Qua, mi faccia il piacere. — Ebbene?

Brovik. (si è seduto con fatica) Si tratta di Ragnar. Che cosa intende fare di lui?

Solness. Vostro figlio naturalmente resta presso di me fin che vorrà.

Brovik. Ma è appunto questo che non vuole; egli non può più, così gli pare...

Solness. Ma non è pagato abbastanza qui? Però, se chiedesse di più, non sarei contrario....

Brovik. No, no. Non si tratta di questo. (impaziente) Ma bisogna pure che cominci una buona volta a lavorare per conto proprio, anche lui.

Solness. (senza guardarlo in viso) Crede che Ragnar abbia della capacità?

Brovik. Ecco la terribile questione, è ben questo che mi spaventa. Anch’io ho cominciato a dubitare del giovine. Infatti, non gli ha mai detto che... qualche parola incoraggiante. Eppure, talvolta mi sembra che abbia delle buone disposizioni.

Solness. Ma gli è che non ha imparato nulla, veramente a fondo, tranne del disegno.