Wan. (fissandola) Rifletti un poco, cara Ellida. Procura di ricordarti precisamente quale era la sua fisionomia, quando eri a Brathammeren.

Ellida. (chiudendo gli occhi) Non lo vedo distintamente, oggi mi è impossibile. È strano.

Wan. Non è strano! una nuova visione, quella della realtà ti si porta innanzi agli occhi e ti nasconde l’ombra in modo che tu non la vedi più.

Ellida. Lo credi, Wangel?

Wan. Sì, questa realtà proietta la sua ombra sulla tua fantasia di donna malata: ecco perchè è bene che essa si sia mostrata.

Ellida. Un bene?... Lo credi un bene?

Wan. Sì, è un bene che quest’uomo sia venuto: lui stesso ti procurerà la guarigione.

Ellida. (sedendosi sul divano) Wangel, siedi vicino a me, sento il bisogno di aprirti tutto il mio cuore.

Wan. (siede ad una sedia dall’altra parte della tavola) Ti ascolto.

Ellida. Fu per noi una sciagura il nostro matrimonio.