Wan. (stupito) Che dici?
Ellida. Sì. Una disgrazia e non poteva essere altrimenti: non poteva essere felice un’unione, come la nostra, avvenuta in quelle condizioni.
Wan. Ellida, di che cosa mi puoi rimproverare?
Ellida. Parliamoci francamente; smettiamo di mentire.
Wan. Mentire?
Ellida. Sì, noi siamo menzogneri, o almeno, nascondiamo la verità. E la verità, la pura verità è che tu sei venuto laggiù e mi hai comprata.
Wan. Comprata? E tu puoi dirmi?...
Ellida. E come potrei definire in altro modo il nostro matrimonio? Non potevi più sopportare la solitudine; cercavi un’altra moglie...
Wan. E un’altra madre per le mie figlie.
Ellida. Forse. Però questo non era il principale sentimento che ti animava; tu, del resto, ignoravi completamente che io potessi adempiere a quel compito. Tu mi avevi appena veduta... non mi avevi indirizzato che poche parole... insomma, tu mi desideravi...