Arn. Sicuro, da lei, dipende l’imparare tutto quanto più le piacerà, il vedere tutto ciò che vorrà vedere, il poter condurre insomma una vita più interessante di questa. Che ne dice?
Viol. (unendo le mani) Dio mio! E sarebbe ciò possibile! Babbo non vuole, ed io non ho altri al mondo.
Arn. Accetti l’aiuto del suo vecchio.... del suo antico professore.
Viol. Il suo aiuto? Lei, signor Arnholm, sarebbe disposto a....
Arn. Ad aiutarla? Sì, ne sarei felicissimo. È deciso? accetta lei?
Viol. Sì, accetto. Poter partire, vedere il mondo, imparare, conoscere! Ma è il mio sogno, il sogno che credevo irrealizzabile.
Arn. Ora potrà realizzare qualsiasi sogno.
Viol. E lei mi aiuterà a raggiungere questa immensa felicità? Posso io accettare un tale sacrificio da uno estraneo?
Arn. Lei può accettarlo da me Violetta; può accettare tutto da me.
Viol. (prendendogli le mani) Sì, non so perchè, ma sento che lo posso. (con slancio) Vorrei ridere ed anche piangere dalla gioia. Io comincerò a vivere veramente, a conquistare questa vita che credevo dovesse sfuggirmi per sempre.