Ellida. Non potevo fare altrimenti. Allora mi raccontò che aveva ucciso il suo capitano, durante la notte.

Wan. Fu lui che ti ha confessato?...

Ellida. Sì, ma aggiunse che quel delitto era giusto e naturale. Non volle dirmi di più, adducendo la scusa che non poteva parlare.

Wan. E gli hai creduto?

Ellida. Sì. Alla fine egli dovette partire, ma al momento di lasciarmi... non puoi immaginarti quello che fece.

Wan. Che cosa?

Ellida. Si tolse dal dito un anello, che portava sempre con sè, volle che gli dessi un altro mio anello, poi, unendoli tra loro, e dicendo che da quel momento noi ci sposavamo col mare, lanciò lontano, lontano nei flutti, i due piccoli dischi d’oro.

Wan. E tu, Ellida, tu hai accettato?

Ellida. In quel momento io ero dominata da una forza superiore. Come Dio volle partì... Tornai allora di corsa a casa e mi persuasi che ciò che avevo fatto era una pazzia!

Wan. Ma tu mi hai parlato di lettere: ti ha scritto?