Arn. Non s’incomodi signorina, so benissimo....
Viol. (piano ad Arnholm) Mi lasci fare, sono inquieta; temo che babbo sia andato a bordo del battello....
Arn. (piano) E questo la spaventa?
Viol. (c. s.) Sì. Di solito egli vi si reca per incontrare qualche amico, e siccome vi è trattoria a bordo....
Arn. Ho compreso; venga con me allora. (escono a sinistra).
SCENA IV. Ellida e Lo Straniero.
(Ellida immobile fissando lo stagno, mormora parole incomprensibili, come se parlasse tra sè — pronuncia parole tronche).
(Sul sentiero, dietro la siepe del giardino, appare uno straniero in abito da viaggio. La sua barba e i suoi capelli sono rossicci ed arruffati. Ha in capo un berretto scozzese e porta a tracolla una borsetta. Cammina lentamente dietro la siepe guardando nel giardino. Scorgendo Ellida si ferma e la guarda fissamente dicendo a bassa voce) Buona sera, Ellida.
Ellida. (voltandosi, con un grido) Ah! mio caro, sei qui finalmente!
Str. Sì, finalmente sono arrivato.