Hejre. Sì, come il giovane Monsen.... ma non è mai giunto a capo di nulla, così che dopo un anno ha dovuto smettere gli studii: io avevo già notato la sua malaugurata passione pei liquori....

Monsen. Ma scusate, non è questo certo che volevate raccontare al signor Stensgard a proposito del ciambellano Bratsberg.

Hejre. Già, è vero. Oh è una storia lunga. All’epoca in cui la fortuna di mio padre era all’apogeo, gli affari del vecchio ciambellano andavano di male in peggio.... Si tratta del padre dell’attuale ciambellano, ciambellano anche lui.

Bast. Naturalmente.... qui tutto è ereditario.

Hejre. Tutto!... Fatto sta che il ribasso dell’argento, le idee grandiose del vecchio, le imprudenze che commise nel 1816, lo obbligarono a vendere una parte delle sue terre.

Stensg. E vostro padre le comperò?

Hejre. Le comperò e le pagò. Quando poi divenni io il possessore di questi beni, cercai con ogni mezzo di farli prosperare.

Bast. Naturalmente....

Hejre. Sicuro: feci eseguire molti lavori, tagliare i boschi, restaurare vecchi fabbricati, ecc., ecc. Passa qualche anno, arriva l’attuale ciambellano e distrugge il contratto.

Stensg. Per Bacco! E voi non siete stato capace d’impedirlo?