Fieldbo. Pensa e rifletti: bada che la demolizione di una vecchia torre è pericolosa: e che si può, talvolta, lasciarci la pelle.
Stensg. Sono diventato prudente da qualche giorno in qua.
Fieldbo. Oh non abbastanza però! poichè colla tua gran prudenza, ti lasci menar per il naso dal vecchio Lundestad!
Stensg. Non dubitare che l’ho capita la tattica di Lundestad! Egli s’è rivolto a me perchè m’ha creduto in auge presso il ciambellano per mettermi in urto con Monsen, ed isolare così il possidente di Storli.... oh sì, sì! l’ho capito benissimo!
Fieldbo. E adesso che sa che non sei per niente in auge presso Bratsberg....
Stensg. Oh, adesso è andato troppo avanti, per tornare indietro! Io non mi sono addormentato, sai: ho fatto distribuire giornali, manifesti, circolari.... tutti i miei partigiani sono qui, sulla breccia, mentre i suoi stentano a venire.
Fieldbo. Ma, sai: fra candidato e deputato c’è un abisso.
Stensg. Lundestad sa benissimo che se mi danneggierà in quest’elezione, io sono capace di farlo uscire dall’amministrazione comunale.
Fieldbo. Eh, eh, non sarebbe mal pensata! ma per riuscire ti ci vorrebbero, e tu stesso lo senti, delle radici un po’ più solide di quelle che hai tu.
Stensg. Ah questo sì! Gli elettori esigono che i loro deputati offrano delle garanzie materiali, che abbiano con loro una comunanza d’interessi....