Stensg. Ma senza autorizzazione mia: capirete che se volessi attaccarlo non mi mancherebbero delle armi più taglienti!

Lund. Davvero?

Stensg. Conoscete questa cambiale, signor Lundestad? Guardatela. Vi pare autentica?

Lund. Se è autentica? questa cambiale?

Stensg. Ma sì, guardatela bene.

SCENA VI. Detti e Hejre.

Hejre. Ma per tutti gli dei d’Olimpo, che cosa c’è? Ah! ah! prego, prego, state comodi! Sapete che effetto mi fate tutti e due? Di una notte d’estate al polo nord.

Lund. Che paragone sublime!

Hejre. Eh, eh, non c’è male: ne volete un’altra? Il sole che nasce, e il sole che tramonta in tenera unione. Splendida, non è vero? Ma a proposito, sapete che cosa c’è di nuovo? Tutta la gente laggiù in città, par diventata matta: tutti gridano, corrono, s’urtano, cantano; mi sembrano tante mosche senza capo.

Stensg. Questa giornata ha una grande importanza.