Stensg. Dio sia lodato!
Hejre. Ma siete crudele, sapete: torturare così il cuore d’una povera vedova! Ma l’amore, sapete, ne fa proprio di graziose!... Oggi sono ritornato da lei e l’ho trovata di buonissimo umore, fresca, sorridente, che pettinava i suoi splendidi capelli d’oro davanti alla finestra aperta! Sembrava una sirena.... col vostro permesso! Una splendida donna....
Stensg. Bene: e poi?
Hejre. E poi rideva, e la gioia brillava nei suoi occhi. M’ha mostrato una lettera, e m’ha gridato: «È una domanda di matrimonio, signor Hejre, mi sono fidanzata ieri!»
Stensg. Fidanzata?
Hejre. Sicuro. I miei complimenti, e i miei auguri di felicità, giovanotto; mi rallegro d’essere io il primo a darvi la buona novella.
Stensg. Ma no: non erano che dei progetti, infondati!
Hejre. Come?
Stensg. Voi avrete capito male, o sarà lei che non avrà capito niente del tutto. Fidanzata? Ma che! Adesso poi che Monsen è rovinato, anch’essa facilmente....
Hejre. Ma no, mio carissimo, la signora Rundholmen è molto solida!