Stensg. Non importa: io ho tutt’altro in testa. Quella lettera non era che un semplice scherzo, caro signor Hejre, e vi prego, non raccontate a nessuno questa stupida storiella.

Hejre. Va bene, va bene: staremo zitti! Ecco un bel romanzetto! Questa benedetta gioventù, ha la fantasia così poetica! Ma sapremo tacere, certo, certo!

Bratsb. (che da un momento parlava con Lundestad). No, Lundestad, non posso crederlo: è impossibile.

Lund. Vi assicuro: me l’ha detto Hejre.

Hejre. Che cosa v’ho detto io?

Bratsb. Dimmi un po’: è vero che il signor Stensgard t’ha fatto veder la cambiale ieri?

Hejre. Sicuro che è vero. Ma che cosa c’entra questo con....?

Bratsb. Te lo dirò dopo. E tu gli hai detto che era falsa?

Hejre. Sì, fu uno scherzo innocente, per calmare la sua ebbrezza di gioia, che gli aveva montato la testa.

Lund. Ma gli avete detto che le due firme erano false?