Fieldbo. È l’avvocato Stensgard?

Bratsb. Ah, è lui?

Stensg. Ascoltatemi, amici, in questo giorno di festa; ascoltate, voi che col cuore esuberante di gioia, celebrate l’anniversario della vostra libertà. Io sono uno straniero in mezzo a voi....

Aslak. No....

Stensg. Grazie della gentile parola: ma ancora io mi sento straniero tra voi; eppure che importa? Il mio cuore batte all’unisono col vostro; divide le vostre gioie e i vostri dolori, le vostre lotte e i vostri trionfi.... Ed ora, se mi permettete....

Aslak. Sì, sì, vi è permesso, signor avvocato.

Lund. Non interrompete; la parola non spetta a voi.

Stensg. Ed a voi meno ancora! Io dichiaro sciolto il Comitato della festa. Libertà! almeno un giorno di libertà!

Giovanotti. Viva la libertà!

Stensg. Ah, si vorrebbe reprimere la libertà di parola, si vorrebbe chiudervi la bocca! Ribellatevi a simile tirannia; io pel primo non vorrei parlare ad una folla servile. La libertà di parola innanzi tutto! dite altrettanto anche voi.