Erik. Voi, davvero?
Lund. Sì, sì: dopo le delusioni amorose toccate oggi al povero Stensgard, non vorrei certo forzarlo ad occuparsi degli affari pubblici. Poveretto, avrà ben altro in mente! Bisogna prima che si rimetta dalla batosta sofferta; gli faremo cambiar aria, lo manderemo in viaggio. Intanto, miei cari concittadini, se voi avete bisogno di me, eccomi qua!
Molti invitati (stringendogli la mano). Grazie, Lundestad! Voi siete sempre il nostro vecchio Lundestad! Voi non vi smentite mai!
Bratsb. Oh benissimo! Tutto è successo per il meglio, e tutto finalmente si accomoda bene. Ma chi è, in conclusione, la causa di tutto ciò?
Fieldbo. Ecco Aslaksen, che ne ha la sua buona parte!
Aslak. (spaventato). Io, signor dottore? Ma se io sono innocente come l’acqua fresca!
Fieldbo. Ma la lettera che....
Aslak. Non è colpa mia, ma dell’elezione, di Bastiano Monsen, del destino, del caso, della signora Rundholmen, e del suo punch: non c’era abbastanza limone dentro! Ed eccomi ancora sulla breccia colla stampa!
Bratsb. (avvicinandosi). Come? che cosa dite?
Aslak. La stampa, signor ciambellano.