Ringd. Noi li aspettiamo da un momento all’altro.
Stensg. Va benissimo: ebbene, le «Loro Eccellenze» prenderanno posto da un’altra parte. (Prende una poltrona).
Lund. (mettendo una mano sulla poltrona). Ma scusate, non avete capito che questa tavola è riservata?
Monsen (si alza). Venite, signor Stensgard, dei buoni posti ce ne sono anche laggiù. Cameriere! neanche un cameriere c’è! Il Comitato della festa avrebbe dovuto pensarci. Allora, Aslaksen, abbiate pazienza: andate voi a prendere quattro bottiglie di champagne: chiedete del più caro e dite che è Monsen che paga. (Aslaksen entra sotto la tenda).
Lund. (si avvicina e si rivolge a Stensgard). Spero che non ve ne avrete a male....
Monsen. Ma che! niente affatto!
Lund. (sempre a Stensgard). Non sono io personalmente che ha disposto così; è il Comitato della festa....
Monsen. Naturalmente: il Comitato ha dato i suoi ordini: noi dobbiamo ubbidire.
Lund. (sempre a Stensgard). Qui ci troviamo in casa del signor ciambellano; egli ha messo a nostra disposizione parco e giardino: era doveroso quindi....
Stensg. Ma noi stiamo benissimo qui, signor Lundestad, purchè ci lascino tranquilli: parlo della folla.... si capisce!