Lund. (amichevolmente). Sì, sì, infine tutto va bene. (Si allontana verso il fondo).

Aslak. Il vino lo portano subito.

Monsen. Una tavola riservata, e della quale il Comitato s’incarica con speciale cura.... Eh, per un anniversario di libertà non c’è male! Come cammina il mondo, ora!

Stensg. E voialtri brava gente perchè lo sopportate?

Monsen. Che volete?... È la forza d’abitudine.

Aslak. Voi siete qui da poco, signor avvocato. Se conosceste un po’ meglio lo nostre condizioni locali!

Cameriere (porta lo champagne). Eccovi serviti, signori. È a vostre spese non è vero, signor Monsen?

Monsen. Ma sicuramente, non aver paura. (Il cameriere esce. Monsen brinda con Stensgard) Siate il benvenuto fra noi, signor avvocato! Posso proprio dire che è un onore pel nostro paese che voi siate venuto a stabilirvi qui. Abbiamo sempre inteso parlare di voi dai giornali; e dei discorsi che tenevate alle società letterarie, musicali ed altre: sappiamo che avete un gran talento e che l’interesse pubblico vi sta a cuore assai. Vi sia concesso dunque di prender larga e coraggiosa parte nella.... uhm.... uhm....

Aslak. Ai nostri affari locali.

Monsen. Sì, ai nostri affari locali. Alla vostra salute! (Bevono).