Stensg. Voi? e per dirgli che?
Aslak. Oh, credete voi ch’io non abbia capito perchè egli vi ha invitato qui? Perchè vi teme e voi ne abusate. Io imiterò il vostro esempio: egli dovrà temere anche me, per quello che gli minaccerò di stampare: e un po’ di vantaggio lo avrò anch’io, almeno una volta!
Stensg. Ah, voi osereste?.... un intrigante come voi?...
Aslak. Ma certo, certo. Perchè il vostro discorso non esca sul mio giornale, bisognerà bene che il signor ciambellano mi paghi.
Stensg. Provatevi a farlo! Ma voi siete ubbriaco, caro mio!
Aslak. Sarà benissimo; e mi vedrete diventare un leone per difendere il mio ultimo tozzo di pane, giacchè si vuol portarmelo via. Ah, voi non avete idea di ciò che di triste, di miserabile è la mia casa: una povera donna sempre a letto, un ragazzo infermo....
Stensg. E che me n’importa? Pretendereste ch’io m’imbrattassi del vostro fango? Peggio per voi se avete la moglie ammalata ed i ragazzi storpi! Ma ricordatevi bene: se osate mettervi sul mio cammino, fra un anno.... vi garantisco, farete parte dell’asilo di mendicità.
Aslak. Signor avvocato, aspetterò ventiquattr’ore.
Stensg. Ah, cominciate a diventar ragionevole!
Aslak. Avviserò i miei lettori che in seguito a leggera indisposizione, il redattore non ha potuto....