Stensg. Ma.... è un po’ difficile prevederlo: la votazione del primo collegio avrà luogo dopodomani; e ancora si è lavorato poco per ottenere un risultato.... ma....
Lund. No, no, credo che non riuscirebbe a nulla. Il mio partito e quello del ciambellano Bratsberg non voterebbero per lui. Dico: «il mio partito» per modo di dire.... Intendo i possidenti, le antiche famiglie del paese, che hanno solide basi; tutti questi non vogliono neanche sentir parlare di Monsen, che è un immigrato, un forestiero per noi; no, no, egli non ha un partito. Per farsi strada qui, ha dovuto lavorare duramente, ed abbattere non pochi ostacoli, vi assicuro!
Stensg. Allora se voi credete che abbia così poca probabilità....
Lund. Eh! chi sa perchè voi, signor Stensgard, che avete tante belle qualità, non siete anche un pochino ambizioso?...
Stensg. Io?
Lund. Sì, voi: perchè vi dedicate tutto agli altri e non pensate un po’ al vostro interesse?... Infine, perchè non vorreste voi stesso farvi eleggere deputato?
Stensg. Io? Ma voi scherzate, signor Lundestad.
Lund. No, parlo sul serio: questo sarebbe il momento opportuno per voi.... profittatene, prima che qualcun altro, più agguerrito di voi, non venga a soppiantarvi.
Stensg. Ma, in nome del cielo, è possibile ciò che voi dite?
Lund. Ma sì, possibilissimo.... Se non volete, però....