Bratsb. Siete voi, col vostro esempio, che avete scaldata la testa, a lui e ad altri. Perchè non vi siete limitato al vostro commercio?
Monsen. Sì, avrei dovuto, come mio padre, trasportar legna sulle zattere per tutta la mia vita?
Bratsb. Vi sembrava forse un disonore d’essere al mio servizio? Vostro padre guadagnava onestamente da vivere, ed era stimato da tutti.
Monsen. Sì, per arrivare alla bella conclusione di rovinarsi la salute, e di annegarsi poi nel passar la corrente col suo carico! Voi non conoscete la vita grama che conduce questa gente, trascinante qui grossi pezzi di legname sul fiume, malgrado il vento, malgrado il freddo e la pioggia.... voi che ve ne state in una bella camera calda a godervi il frutto del loro lavoro! Non dovreste dunque disapprovare se un povero diavolo cerca di sottrarsi a quella vita meschina, creandosi una posizione migliore. Capirete; io avevo studiato, non ero un cretino....
Bratsb. Benissimo: ma con quali mezzi siete salito? Con un commercio di liquori sul principio: poi avete comperate delle cambiali, che avete girate senza riguardo per nessuno, e così di seguito. Pensate un po’ quanta gente avete rovinato per far la vostra fortuna!
Monsen. È la sorte dei negozianti: uno sale e l’altro scende!
Bratsb. Ma come, e con che mezzi? Lo sapete bene quante famiglie rispettabili sono ora per colpa vostra, ridotte alla miseria.
Monsen. Daniele Hejre è su questa strada, anche lui.
Bratsb. Vi capisco.... sì, sì. Ma il caso è assai diverso. Di ciò che ho fatto posso rispondere innanzi a Dio e innanzi agli uomini. Quando il paese, dopo la separazione dalla Danimarca, si trovò in ristrettezze finanziarie, mio padre volle soccorrerlo più di quanto i suoi mezzi glielo avrebbero permesso. E fu così che gran parte dalle nostre terre passò alla famiglia Hejre. Ma venne poi Daniele a prenderne l’amministrazione; e accadde che molti operai e impiegati ebbero non poco a soffrire della insufficiente direzione di costui. Nel medesimo tempo egli compieva la più sciocca e la più dannosa impresa per tutto il paese: il taglio dei boschi, come egli lo fece. Non era forse mio sacrosanto dovere d’impedire che le cose continuassero così? Io potevo farlo, la legge era per me ed io rientrai in possesso delle mie terre, com’era mio diritto.
Monsen. Ma neppur io non ho mai infranto la legge!