Bratsb. Ma voi avete agito contro la vostra coscienza.... un po’ di coscienza l’avete, non è vero? Avete messo il disordine dovunque, compromesso la fortuna e l’onore di tante famiglie. Adesso nessuno bada più all’onoratezza, alla nascita della tale o tal’altra persona: il denaro conta soltanto adesso! Si parla di qualcheduno, subito si chiede: «È ricco? quanto avrà?» e a seconda della cifra, esso è o non è una persona per bene. Perchè adesso noi due siamo qui a discorrere come due camerati? Perohè voi ed io siamo i più grandi possidenti del paese.... Ma io mi ribello, no, non lo voglio più! Ed ora sapete ciò che avevo contro di voi!

Monsen. Signor ciambellano, io mi ritirerò dagli affari, vi darò tutte le soddisfazioni che chiederete, ma per carità, venite in mio aiuto.

Bratsb. No.

Monsen. Sono pronto a pagare ciò che....

Bratsb. Pagare? E voi osate?...

Monsen. Se non lo volete fare per me, fatelo per vostro figlio.

Bratsb. Mio figlio?

Monsen. Sì, è interessato anche lui nell’affare: per parte sua gli frutterà circa ottantamila lire.

Bratsb. Di beneficio?

Monsen. Sì.