Greg. Che, Erminio, tu vorresti?
Erm. ... dal suo procuratore Groberg per sapere a quanto ascende il mio debito.... voglio pagarlo ad usura....
Gina. Ma Erminio, tu sai che ora noi non possiamo.
Erm. (sempre alla Sorbi) Le dica che lavorerò con tutte le mie forze, e che se posso condurre a termine la mia invenzione, impiegherò tutto quanto potrò ricavare per pagarlo.
Sorbi. (alzandosi) Signor Ekdal!... Qui è successo qualche cosa di grave.
Erm. Sì, molto grave, ma molto.
Sorbi. Allora mi ritiro, non voglio riuscire importuna. (a Gina) Avrei volentieri passato con te un’ora, pazienza, sarà per un’altra volta. (bacia Gina. Gregorio ed Erminio si inchinano — Gina accompagna la Sorbi fino sull’uscio) Non uscire Gina.
(La Sorbi bacia ancora Gina ed esce. Gina chiude l’uscio quindi va a sedersi su una sedia attorno al tavolo colla testa tra le mani).
SCENA VII. Detti meno la Sorbi.
Erm. Quando potrò sbarazzarmi di questo debito?