Greg. E come lo cura?

Relling. Col mio solito metodo, lo illudo, maschero la vita reale.

Greg. Maschera la vita reale?

Relling. Sì, caro mio visionario, non si è felici che colla menzogna, tutto è menzogna.

Greg. E qual è la menzogna che dovrebbe sostenere Erminio?

Relling. Questo poi non glielo dico. Lei è capace di far rovinare tutta la mia opera. — Il mio metodo è infallibile e Molvik ne è una prova. L’ho persuaso che il suo corpo rinserra uno spirito maligno che lo trascina al male, e l’ho salvato, quell’uomo disprezzava tanto sè stesso, che senza me a quest’ora da anni sarebbe sotto terra. — Ma senza il mio metodo che sarebbe del vecchio luogotenente Ekdal?

Greg. (stupito) Anche il vecchio Ekdal?

Relling. Sì, egli era infelice perchè non aveva più boschi, egli era dominato da una idea terribile che lo avrebbe ucciso, temeva della vendetta della foresta; ora questo intrepido cacciatore d’orsi si è calmato, caccia in un solaio con una vecchia pistola galline e conigli, con la stessa passione con cui cacciava i fagiani e le fiere, e i vecchi e secchi alberi del Natale ora li ama più che non le annose piante del suo caro bosco di Hördal. Ora non teme più la vendetta della foresta.

Greg. Anche quel povero vecchio dovette rinunciare ai suoi ideali giovanili.

Relling. Ma, la prego, non ripeta questa parola: ideale, già è sinonimo di menzogna.