Edvige. (non guardando il vecchio Ekdal) Capisco e poi, forse, ti sarà troppo difficile.... il colpirla.

Ekdal. (sorpreso) Difficile?... Difficile a me?... Ma Edvige!....

Edvige. Dimmi, dunque, come faresti, se mai.... parlo così per curiosità.

Ekdal. Cercherei di colpirla al petto, è il colpo più sicuro, ma bisogna però tirare contro le penne, non nel verso delle piume....

Edvige. (stentata) E.... muore presto?

Ekdal. La morte è istantanea se il colpo è giusto. Ma lascia che vada a vestirmi. (si avvicina sorridente a Edvige carezzandole il volto) Oggi è la festa della mia nipotina e il nonno si veste in gran gala.... ma che nonno? oggi io per te ridivento il luogotenente Ekdal. (fa altre carezze ad Edvige e ritorna nella sua stanza borbottando: «Il luogotenente.... il luogotenente....»)

Edvige. (guarda il vecchio Ekdal, che s’allontana, poi sta pensierosa, si passa una mano sulla fronte mostrando di prendere una grave risoluzione, quindi in punta di piedi va alla scansia in fondo, ne apre un cassetto e prende la pistola, ma vedendo Gina che viene dalla porta di sinistra lesta la ripone).

Gina. Non mettere a soqquadro le carte di Erminio.

Edvige. (avanzando) Volevo solamente ordinarle un poco.

SCENA VI. Gina — Erminio e Edvige.