Greg. Non misuriamo le parole.... almeno a quattr’occhi. (ride) Ed è per sposare la Sorbi che mi facesti venire in città; per lei mi proponevi una vita quieta.... Una vita di famiglia. La riconciliazione tra padre e figlio.
Werle. Non parlare così.
Greg. Ma quando abbiamo conosciuto noi la vita di famiglia? Certo, sarà un bello spettacolo nel vedere il figlio assistere alle nozze del padre; testimonio ai suoi amori..... Oh! povera morta, di te che tanto hai sofferto, che resta ormai? Anche tuo figlio è sul punto di dimenticarti.
Werle. Io credo che nessun uomo al mondo ti disgusti quanto me.... Mi hai sempre guardato con gli occhi di tua madre. (abbassando la voce) Ma ricordati che spesso tua madre aveva un velo sugli occhi.
Greg. (molto commosso) Ti comprendo.... Ma chi fu colpevole nella disgraziata malattia di mia madre?... Tu, tu e.... e quelle.... e l’ultima di esse fu quella giovane che desti in moglie ad Ekdal.
Werle. (alzando le spalle) Mi pare di rivedere tua madre.
Greg. (come parlando a sè) E quell’uomo vive nella sua innocenza, ignaro dell’inganno. Vive con una donna che... Lui non sa come la sua casa sia fabbricata sulla menzogna. (avvicinandosi a suo padre) La tua vita mi sembra un campo cosparso di membra umane.
(A questo punto il piano-forte cessa di suonare).
Werle. (con voce asciutta) Temo che la distanza che ne separa sia troppo grande.
Greg. (inchinandosi freddamente) Me ne ero accorto, per questo me ne vado.