Edvige. Subito (corre all’attaccapanni e prende una giacca che Erminio si infila dopo essersi levato il frak).
Erm. (a Gina) Domani mattina subito mandala a Moldik.
Gina. Non dubitare. (dà ad Edvige il frak che l’appende all’attaccapanni).
Erm. così sto più comodo, eppoi è più adattata a me. Nevvero Edvige?
Edvige. Sì, papà.
(Il vecchio Ekdal va alla poltrona innanzi alla stufa di ghisa e si siede).
Erm. E sono bello lo stesso anche se mi levo questa cravatta che mi strozza, dillo tu. (si leva la cravatta).
Edvige. Sei sempre bello con questi baffoni e coi tuoi capelli ricci.
Erm. (sorridendo) Dì piuttosto arruffati. (bacia Edvige).
Edvige. (tirando per la giacca) Papà.