Ekdal. (entrando) E tu?
Erm. Credi forse.... (scorgendo Gina che s’affaccia alla porta della cucina) Io? Non ho tempo, ho da lavorare. Ma con questa luce!... (abbassa una tenda che copre l’entrata al solaio; la tenda sarà di vecchia e grossa tela nel fondo, ma la parte superiore è formata da una rete, per modo da potere vedere, stando in piedi nel solaio, andando al tavolo) Mi lasciassero almeno in pace cinque minuti.
Gina. Volle entrare là.... Farò del rumore poi.
Erm. Sarebbe stato meglio, quasi, fossi sceso, per un poco alla bettola. (sedendosi) Vuoi qualche cosa?
Gina. Volevo domandarti se ho da apparecchiare qui per la colazione.
Erm. Se venisse qualche cliente oggi?
Gina. Non verranno che quei due sposi che vogliono farsi fare il ritratto.
Erm. (arrabbiato) Non potevano scegliere un altro giorno?
Gina. Ma non verranno prima della una, e a quell’ora tu dormi.
Erm. (calmandosi) Allora tutto va bene (Erminio durante queste battute ha lavorato sempre)