Erm. (lavorando) Da solo, non ci riescirai mai piùl Male.... Io ho da lavorare.

Edvige. (avvicinandosi) Dammi il pennello, papà sono capace anch’io.

Erm. No.... per guastarti la vista.

Edvige. Esagerazioni.... Dammi il pennello.

Erm. (alzandosi) Già non si tratta che di due minuti.

Edvige. Non avere furia. (si siede al posto di Erminio, prende il pennello e si mette a lavorare) È cosa facile, c’è anche il modello.

Erm. Ma non stancarti gli occhi.... Sei tu nevvero che hai voluto?... In cinque minuti ho finito.

Edvige. (lavorando) Non dubitare, non dubitare.

Erm. (guardandola lavorare) Sei molto brava, brava Edvige. Circa due minuti eh? (alza la tenda ed entra nel solaio, Edvige al tavolo lavora, si sentono Ekdal e Erminio che disputano)

Erm. (alzando la tenda e sporgendo il capo) Edvige dammi quella tenaglia che è sulla scrivania. (volgendosi entro il solaio) Lascia fare da me, papà, lascia fare da me.