Greg. Il veleno si è già impadronito di te, Erminio.

Erm. Ti prego, Gregorio, non mi parlare così di lenta malattia, nè di veleno. Di simili cose disgustose in casa mia non ne parliamo mai.

Greg. Lo credo, lo credo.

Erm. Qui non vi sono emanazioni malsane come tu credi; nella casa del povero fotografo il letto è basso, la vita è modesta, ma egli è il solo sostegno della sua famiglia, egli è anche un inventore.... ma non parliamo più di ciò; guarda, viene la colazione.

SCENA VIII. Gina — Edvige — Relling — Molvik e DETTI poi il vecchio Ekdal.

(Edvige porta tazze di birra, bottiglia di birra e d’acquavite con bicchieri. Gina del rostbeaf e dell’insalata di acciughe, formaggio, frutta, che mettono in tavola. — Relling e Molvik entrano il primo in giacca, il secondo in abito nero, lungo, da pastore, ambedue senza cappello).

Gina. (ordinando i piatti sulla tavola, ai nuovi venuti) Oh! bravi, giungono a tempo.

Relling. Molvik ha sentito l’odore dell’insalata di acciughe e non ha più resistito, mi trascinò qui a viva forza (stringe la mano a Gina) Addio, Ekdal (a Erminio).

Erm. (a Gregorio) Permettimi che ti presenti il signor Molvik, pastore, il dottor Relling.... ma tu già lo conosci.

Greg. Di vista.