Molvik. (alzandosi presto) Scusatemi.... scendo un istante.... torno.... scusatemi (parte di corsa).

Relling. (gli urla dietro) Prendi dell’acqua di soda ah! ah! (ride) (a Erminio) Beviamo dell’acquavite alla salute del vecchio cacciatore. (Edvige riempie i bicchieri, i tre si alzano e brindano) (dopo aver bevuto e d’essersi seduto) Ekdal tu sei un uomo felice... tu hai uno scopo almeno, pel quale lavori....

Erm. E lavoro, sai, puoi crederlo.

Relling. Tu hai un modello di moglie, che ti rende cara e dolce la tua casa.

Erm. Sì, la mia Gina (rivolgendosi a lei amorosamente) Tu sei la mia compagna.

Gina. Via, via, elogi fuori di tempo.

Relling. Hai Edvige, quell’angelo.

Erm. (commosso) Sì.... il mio tutto, Edvige vieni qui. (accarezzandole i capelli) Dimmi, sai qual giorno è domani?

Edvige. (vergognosa) Non voglio, lo sai bene, non voglio.

Erm. Se potessi fare grandi cose, pur troppo, per la tua festa invece non ne potrò far poche.