Engs. Bah! Egli dorme. È curioso come ti occupi del giovane signor Alving.... (abbassando la voce) Oh, oh! ci sarebbe dubbio ch’egli...?
Regina. Vattene, e al più presto. Tu sragioni. No, no da questa parte. Ecco il pastore Manders che s’avanza. Presto, infila la scala della cucina.
Engs. (passando a destra). Bene, bene, ce n’anderemo. Ma parla un po’ con costui. Egli è uomo capace di dirti ciò che una figlia deve a suo padre. Perchè sai, in fin dei conti già io sono tuo padre. Posso provartelo coi registri della parrocchia. (egli esce dall’altra porta che Regina ha aperto e ch’essa richiude dietro di lui).
Regina. (getta un’occhiaia allo specchio, si fa vento col grembiule, riordina il nastro del suo colletto; poi si mette a disporre i fiori).
SCENA II. Regina e il Pastore Manders.
(Il Pastore Manders entra dalla serra in mantello; ha in mano un ombrello, e a tracolla una borsetta da viaggio).
Il Past. Buon giorno, signorina Engstrand.
Regina (voltandosi con un’aria di lieta sorpresa). Oh!... Buon giorno, signor Pastore. Il battello è già arrivato?
Il Past. Or ora. (risale la scena) Com’è noiosa questa pioggia che continua da tanti giorni!
Regina (camminando dietro a lui). Per la gente di campagna, è un tempo benedetto, signor Pastore.