Il Past. Grazie. Non sono d’incomodo?
Sig.ª Alving. Al contrario. (siede al tavolo).
Il Past. Benissimo, allora vi dirò... (prende la sua borsa da viaggio dalla sedia, siede al lato opposto del tavolo e cerca un posto conveniente per distendervi le sue carte) In primo luogo questo... (interrompendosi) Ma, ditemi dunque, signora mia, donde vi vengono questi libri?
Sig.ª Alving. Questi libri? Sono libri che leggo io.
Il Past. Voi leggete opere simili?
Sig.ª Alving. Certamente.
Il Past. Sentite che esse vi rendano migliore o più felice?
Sig.ª Alving. Mi sembra che mi rendano in qualche modo più sicura di me stessa.
Il Past. È strano. E come accade ciò?
Sig.ª Alving. Ecco; vi trovo come una spiegazione, una conferma di molte e molte cose che soglio pensare e ruminare in me stessa. Perchè, vedete, pastore Manders, il meraviglioso si è che, per vero dire, in questi libri non si trova assolutamente nulla di nuovo; non c’è qui dentro che quello che pensano e credono la maggior parte degli uomini. L’unica differenza sta in ciò, che cioè la maggioranza degli uomini non se ne rende esatto conto, o non vuol soffermarvisi.