Il Past. Signora mia, in questa vita vi sono dei casi in cui bisogna rimettersi al giudizio degli altri. Che volete? È un fatto, ed è bene così! Che diverrebbe la società se avvenisse altrimenti?

Sig.ª Alving. Forse avete ragione.

Il Past. Io non voglio negare che non ci possa essere in tali scritti qualche cosa d’attraente. E non posso neppure farvi rimprovero se volete conoscere le correnti intellettuali che, secondo ciò che si dice, attraversano questo mondo... ove per tanto tempo avete lasciato errare vostro figlio. Ma....

Sig.ª Alving. Ma....

Il Past. (abbassando la voce). Ma non bisogna parlarne, signora mia. Non c’è bisogno di render conto a tutti di ciò che si legge e di quanto si pensa tra le proprie pareti.

Sig.ª Alving. No, certamente, sono della vostra opinione.

Il Past. Non dimenticate però gli obblighi che vi impone quest’asilo che avete deciso d’edificare in un’epoca in cui le vostre idee sul mondo morale differivano considerevolmente da quelle di oggi, almeno a quanto ne posso giudicare.

Sig.ª Alving. Sì, sì siamo d’accordo. Ma è dell’asilo....

Il Past. Avete ragione; è dell’asilo che dovevamo occuparci. Dunque prudenza, signora mia! Ed ora passiamo agli affari nostri. (apre una busta e ne leva delle carte) Vedete queste?

Sig.ª Alving. Sono i documenti?