Il Past. In ciò agiste nobilmente. Però quello che non so approvare si è che vi siate abbassato ad accettare quel danaro....
Engs. Del denaro, io?... Neppur un soldo.
Il Past. (interrogando con lo sguardo la signora Alving). Ma!...
Engs. Ah! Sì!... Aspettate un momento, mi ricordo: Giovanna aveva qualche soldo è vero, però io non ne volli mai sentir parlare... Puh! dicevo, Mammone è il prezzo del peccato; quest’oro miserabile.... forse delle banconote? Non ne so nulla.... Lo getteremo in faccia all’americano. Ma egli, signor Pastore, era scomparso al di là dei mari o tra le nuvole.
Il Past. Davvero, mio bravo Engstrand?
Engs. Sicuro. Allora Giovanna ed io decidemmo che tale denaro doveva servire per la creatura; e così fu, ed io posso ora renderne conto sino all’ultimo quattrino.
Il Past. Ma allora la cosa cangia d’aspetto.
Engs. La cosa fu proprio così, signor Pastore, ed ora posso dirlo, io son stato un vero padre per Regina, per quanto stava in me, giacchè io non sono pur troppo che un povero storpio.
Il Past. Via, via, mio caro Engstrand....
Engs. Però devo dirlo, io ho allevato la bambina, ho vissuto d’amore e d’accordo colla defunta Giovanna, ed ho esercitato l’autorità in casa mia, come sta scritto. Giammai non m’è saltato in capo d’andar a trovare il pastore Manders, per vantarmi d’aver fatto anch’io una volta una buona azione. No, quando una cosa simile avviene a Giacomo Engstrand, egli sa tacere e custodire il segreto; sventuratamente, ciò non avviene troppo spesso, come capirete bene, e quando mi trovo col pastore Manders devo invece parlargli d’errori e di mancanze. Giacchè, lo ripeto, la coscienza può di quando in quando traviare.