Sig.ª Alving. Davvero?

Engs. Sì; dovrebbe essere come una specie d’asilo. Quando l’uomo di mare tocca terra, è assalito da tutte le tentazioni possibili! Ma presso di me, nella casa di cui vi parlo, egli si troverebbe come sotto gli occhi d’un padre. Quest’è la mia idea.

Il Past. Che ne dite, signora Alving?

Engs. Io non dispongo di molto, che Dio mi aiuti, e se trovassi una mano benefica....

Il Past. Benissimo, benissimo, prenderemo ciò in considerazione. Il vostro progetto mi sorride assai; ora andatevene a fare i preparativi e fate anche accendere dei lumi perchè tutto abbia un’aria di festa; dopo di che, ci occuperemo della nostra edificante riunione, mio caro Engstrand, poichè ora credo davvero alle vostre buone disposizioni.

Engs. Lo spero. Allora addio, signora, e grazie della vostra bontà; e abbiate cura della mia Regina (asciugandosi una lagrima), la figlia della mia povera Giovanna.... hm è strano.... ma è come se essa avesse messo radice nel mio cuore. Proprio, sì!...

(Saluta ed esce dalla porta del vestibolo).

Il Past. Ebbene! Che ne dite di quest’uomo, signora mia? La spiegazione ch’egli ci dette, differisce alquanto dalla vostra....

Sig.ª Alving. Infatti.

Il Past. Vedete come bisogna badare prima di giudicare il prossimo. Ma quanta gioia in compenso allorchè si riconosce d’aver avuto torto! Non vi pare?