Sig.ª Alving. Il suo viaggio?
Osvaldo. Compresi allora, ch’essa aveva presa la cosa sul serio, che durante tutto il tempo della mia assenza aveva pensato a me, e s’era messa a studiare il francese.
Sig.ª Alving. Questo adunque è....
Osvaldo. Mamma! Quando vidi innanzi a me questa splendida ragazza, bella, sana, — prima non lo avevo mai osservato, — quando la vidi, posso dire, colle braccia aperte, pronta a ricevermi...
Sig.ª Alving. Osvaldo!
Osvaldo. .... m’ebbi la rivelazione che in essa stava la salvezza. Innanzi a me scorgevo il piacere.... la vita.
Sig.ª Alving (colpita). Il piacere.... la vita? Là c’è dunque la salvezza?
Regina (compare sulla soglia, con una bottiglia in mano). Domando scusa d’essermi trattenuta tanto tempo, ma dovetti discendere in cantina.
Osvaldo. Dateci un altro bicchiere.
Regina (guardandolo con sorpresa). Ecco il bicchiere della signora, signor Alving.