Colla spalla destra leggiermente appoggiata sullo stipite della porta che si trovava fra la sala da ballo e quella del giuoco, il colonnello poteva ridere in incognito sotto i suoi folti mustacchi, godere il piacere di contemplare il tumulto del ballo; vedeva cento belle teste turbinare ai capricci della danza; leggeva in alcune figure, come su quelle della contessa e del suo amico Marziale, i segreti della loro agitazione; poi, volgendo il capo, si chiedeva qual rapporto esistesse fra l'aria triste del conte di Soulanges, sempre assiso sul divano, e la fisionomia addolorata della dama incognita sul volto della quale apparivano tratto tratto le gioje della speranza e le angoscie di un terrore involontario. Montcornet era là come il re della festa, trovava in quel quadro vivente l'intero panorama del mondo, e ne rideva raccogliendo i sorrisi interessati di cento donne brillanti e magnificamente abbigliate: un colonnello della guardia imperiale, posto che corrispondeva al grado di generale di brigata, era certo uno dei più bei partiti dell'esercito. Era all'incirca mezzanotte. Le conversazioni, i giuochi, la danza, la civetteria, gli interessi, le malignità ed i progetti, tutto arrivava a quel grado di calore che strappa ad un giovane questa esclamazione: — Che bel ballo!

— Mio angioletto, diceva madama di Grandlieu alla contessa, voi siete in una età nella quale di falli io ne ho commessi parecchi. Vedendovi testè soffrire mortalmente, mi venne in mente di darvi alcuni caritatevoli avvisi. Commettere degli errori a ventidue anni, non è un guastare il suo avvenire, lacerare la veste che si ha da portare? Mia cara, noi non impariamo che molto tardi a servircene senza isdruscirla. Continuate, cuor mio, a procurarvi dei nemici abili e degli amici che non abbiano una linea di condotta, e vedrete che fior di vita condurrete un giorno.

— Ah! madama, una donna ha un gran da fare per essere felice, non è vero? esclamò ingenuamente la contessa.

— Mia piccina, alla vostra età bisogna saper scegliere fra i piaceri e la felicità. Voi volete sposare Marziale, che non è abbastanza sciocco per fare un buon marito, nè abbastanza appassionato per essere un amante. Egli ha dei debiti, mia cara: è un uomo da mangiarsi la vostra sostanza; ma questo non sarebbe nulla se vi procurasse la felicità. Non vedete come è vecchio? Quest'uomo deve essere stato ammalato le tante volte, ed ora fa le ultime armi. Fra tre anni sarà un uomo finito. Comincierà l'ambizioso e forse riuscirà. Io non lo credo. Chi è poi? un intrigante che può possedere a meraviglia lo spirito degli affari e chiacchierare piacevolmente; ma è troppo presuntuoso per avere un vero merito; non andrà lontano. D'altronde, guardatelo! Non si legge sulla sua fronte che in questo momento non vede in voi una giovane e bella donna, ma i due milioni che possedete? Egli non vi ama, cara mia, vi calcola come un affare. Se volete maritarvi, prendete un uomo più avanzato d'età, che goda riputazione e sia a metà del suo cammino. Una vedova non deve trattare il proprio matrimonio come un capriccio amoroso.

In quel momento gli occhi delle due donne si fissarono sulla bella figura del colonnello Montcornet.

— Se volete rappresentare la difficile parte della civetta e non maritarvi, riprese la duchessa con bonomia, ah! cara mia, saprete meglio d'ogni altra accumulare le nubi d'una tempesta e dissiparla. Ma, ve ne scongiuro, non prendete mai piacere a disturbare la pace delle famiglie, a distruggerne l'unione, e la fortuna delle donne che sono felici. Io, mia cara, l'ho rappresentata questa parte pericolosa. Oh! mio Dio, per un trionfo dell'amor proprio si assassinano spesso delle povere creature virtuose; giacchè, mia cara, donne virtuose ne esistono realmente. Sono venuta qui per pregarvi. Sì, voi siete la causa della mia comparsa in questa sala che puzza di popolo. Non ci sono degli attori? Altre volte si ricevevano nel boudoir; ma in sala, ohibò! Perchè mi guardate con aria tanto sbalordita? Ascoltatemi: se volete burlarvi degli uomini, mettete in fiamme il cuore di quelli che non hanno doveri da compire; gli altri non ci perdonano i disordini che li hanno resi felici. Approfittate di questa massima dovuta alla mia vecchia esperienza. Questo povero Soulanges, per esempio, al quale avete fatto girare la testa!... ebbene, sapete su chi cadevano i vostri colpi?... Egli è ammogliato da sei mesi, adorato da un'incantevole creatura che egli ama e che inganna; essa vive nelle lagrime e nel più doloroso silenzio. Soulanges ebbe a momenti dei rimorsi più crudeli che non fossero dolci i suoi piaceri. E voi, furbetta, l'avete tradito. Ebbene! venite a contemplare l'opera vostra!

La vecchia duchessa prese la mano di madama de Vaudremont, e si alzarono.

— Ecco, le disse madama di Grandlieu mostrandole collo sguardo l'incognita pallida e tremante sotto i bagliori del candelabro, ecco la mia nipotina: la contessa di Soulanges oggi ha finalmente ceduto alle mie istanze, ha acconsentito a lasciare la camera di dolore in cui la vista del suo bambino non le arrecava che ben scarse consolazioni. La vedete? vi sembra bella? ebbene, cara mia, giudicate di quello che doveva essere quando la felicità spandeva la sua luce su quella figura.

La contessa volse altrove in silenzio la testa e parve in preda a gravi riflessioni. La duchessa la condusse fino alla porta della sala da giuoco: poi, dopo avervi gettata un'occhiata, come se volesse cercarvi qualcuno: — Ed ecco Soulanges, disse alla giovine civetta con un tono di voce profondo.

La contessa rabbrividì vedendo nell'angolo meno illuminato della sala la figura pallida e contratta di Soulanges appoggiato ad una poltrona. L'abbattimento delle membra e l'immobilità della fronte rivelavano tutto il suo dolore; i giuocatori andavano e venivano dinanzi a lui senza fargli più che tanta attenzione, come se non esistesse. Il quadro che offrivano la moglie in lagrime ed il marito tetro e cupo, separati l'uno dall'altra in mezzo a quella festa, come due metà di un albero colpito dal fulmine, ebbe forse qualche cosa di profetico per la contessa. Temette vedervi un'imagine delle vendette che l'avvenire le serbava. Il suo cuore non era ancora abbastanza logoro: serrò la mano della duchessa ringraziandola con uno di quei sorrisi che hanno una certa grazia infantile.