— Mia cara ragazza, le disse la vecchia all'orecchio, pensate bene che noi sappiamo tanto respingere gli omaggi degli uomini come attirarli. — È vostra, se non siete uno sciocco.

Queste ultime parole furono susurrate da madama de Grandlieu all'orecchio del colonnello Montcornet, mentre la bella contessa si abbandonava alla compassione che le inspirava l'aspetto di Soulanges, giacchè l'amava ancora abbastanza per volerlo restituire alla felicità.

— Oh! come saprò pregarlo, disse a madama de Grandlieu.

— Guardatevene bene, mia cara! esclamò la duchessa ritornando alla sua poltrona; scegliete un buon marito e chiudete la porta a mio nipote. Non offritegli neppure la vostra amicizia. Credetemi, ragazza mia, una donna non riceve da un'altra donna il cuore di suo marito: è cento volte più felice di credere d'averlo riconquistato ella stessa. Conducendo qui mia nipote, credo averle dato un eccellente mezzo di riguadagnare l'affezione di suo marito. Non vi chiedo che di ammaliare il generale.

E quando le mostrò l'amico del referendario, la contessa sorrise.

— Ebbene, madama, sapete finalmente il nome di questa incognita? domandò il barone con aria piccata alla contessa quando fu sola.

— Sì, disse madama de Vaudremont guardando il referendario.

Il suo volto esprimeva tanta astuzia quanta gajezza. Il sorriso che spandeva la vita sulle sue labbra e sulle sue guancie, l'umida luce degli occhi suoi, erano simili a quei fuochi fatui che ingannano il viaggiatore. Marziale, che si credeva sempre amato, prese allora quell'attitudine della quale si compiace tanto un uomo presso quella che ama e disse con aria pretensiosa: — Non ve ne avrete a male, se sembro tenerci molto a sapere quel nome?

— E non ve ne avrete a male, replicò madama de Vaudremont, se per un resto di amore non ve lo dico, e se vi proibisco di fare il più piccolo passo verso quella giovine dama? Arrischiereste forse la vostra vita.

— Madama, perdere il vostro favore non è più che perdere la vita?