La vecchia udendo queste parole trasalì, n Adelaide gettò sul pittore uno di quelli sguardi concentrati che pajono uno zampillo dell'anima.
Ippolito voleva appartenere alle sue due vicine con qualche vincolo ed acquistarsi il diritto di mescolarsi alla loro esistenza. La sua offerta rivolgendosi alle più vive affezioni del cuore, era la sola che gli fosse possibile fare; accontentava il suo orgoglio d'artista, e non aveva nulla d'offensivo per le due dame. Madama Leseigneur accettò senza entusiasmo nè rammarico, ma con quella conscienza delle grandi anime che sanno l'importanza dei vincoli che si stringono con simili obbligazioni e che ne fanno un magnifico elogio, una prova di stima.
— Si, ella disse; e quello dei capitani di vascello. Il signor De Ruvilie, mio marito, è morto a Batavia in seguito ad una ferita ricevuta in un combattimento contro un vascello inglese che incontrò sulle coste d'Asia. Egli montava una fregata di cinquantasei cannoni e la Revenge era un vascello di novantasei. La lotta fu affatto ineguale, ma egli si difese così coraggiosamente che vi durò Ano alla notte e potè mettersi in salvo. Quando tornai in Francia, Bonaparte non era ancora al potere, e mi fu rifiutata una pensione. Allorchè ultimamente la sollecitai di nuovo, il ministro mi disse con durezza che se il barone De Ruville fosse emigrato, l'avrei conservato! che oggi sarebbe senza dubbio contrammiraglio; finalmente Sua Eccellenza Ani per oppormi non so qual legge sulle prescrizioni. Questo passo, al quale alcuni amici mi avevano spinta, non lo feci che per la mia povera Adelaide. Ho sempre provato ripugnanza a stendere la mano in nome di un dolore che toglie ad una donna la voce e le forze. Non amo questa stima pecuniaria di un sangue versato irreparabilmente...
— Mamma mia, la conversazione su questo soggetto ti fa sempre male.
A queste parole d'Adelaide la baronessa Leseigneur De Rouville chinò la testa e tacque.
— Signore, disse la giovinetta ad Ippolito, io credevo che il lavoro dei pittori in generale non facesse gran fracasso.
A tale questione, Schinner arrossì pensando al rumore che aveva fatto. Adelaide non insistè e gli risparmiò una bugia, alzandosi d'un tratto allo strepito d'una carrozza che si fermava alla porta; passò nella sua camera, dalla quale ritornò tosto con due candellieri dorati guerniti di candele incominciate che prestamente accese, e senza attendere il suono del campanello apri l'uscio della prima stanza di cui abbassò la lampada. Il suono di un bacio ricevuto e dato rimbombò Ano nel cuore di Ippolito. L'impazienza che il giovine provava di vedere colui Che trattava così famigliarmente Adelaide non Ai soddisfatta tanto presto. I sopraggiunti ebbero colla giovinetta una conversazione a voce bassa che egli trovò molto lunga. Finalmente la signorina De Rouville ricomparve seguita da due uomini, il cui abito, la fisionomia e l'aspetto erano tutta una storia. In età di circa sessanta anni il primo portava uno di quegli abiti, inventati credo da Luigi X VII! allora regnante, o nel quale il più difficile problema abbigliativo era stato risolto da un sarto che doveva restare immortale. Questo artista conosceva, per certo l'arte delle transizioni che costituì tutto il genio di quell'epoca politicamente così mobile. Non è forse merito assai raro quello di saper giudicare i proprii tempi?
Questo abito, che i giovani d'oggi possono ritenere una favola, non era nè civile nè militare e poteva passare a volta a volta per militare e per civile. Dei fiori di giglio ornavano le risvolte delle due falde posteriori.
I bottoni dorati erano pur essi a dori di giglio. Sulle spalle, due striscio vuote aspettavano delle spalline inutili. Questi due sintomi di milizia eran là come una petizione senza postilla. Nel vecchio, sulla bottoniera del suo abito di panno turchino fiorivano diversi nastri. Egli aveva senza dubbio in mano il suo tricorno guernito di un nastro d'oro, giacchè i nivei ricci dei suoi capelli incipriati non presentavano traccia della pressione d'un cappello. Pareva non avesse più di cinquantanni e sembrava godere di una robusta salute. Pure accusando il carattere leale e franco dei vecchi emigrati, la sua fisionomia dinotava anche i costumi libertini e facili, le gaje passioni e la noncuranza di quei moschettieri una volta così celebri nei fasti della galanteria. I suoi gesti, il suo portamento, le sue maniere, annunziavano che non voleva correggersi, nè del suo realismo, nè della sua religione, nè dei suoi amori.
Una figura veramente fantastica teneva dietro a queste pretensioso voltigeur de Louis XV (era il nomignolo dato dai bonapartisti a questi nobili avanzi della monarchia) ma per ben dipingerla bisognerebbe farne la parte principale del quadro di cui non è che un accessorio. Figuratevi un individuo secco e magro, vestito come il primo, ma che non ne era, per così dire, che il riflesso o l'ombra. L'abito nuovo nell'uno era vecchio e sdruscito nell'altro.