— Mio Dio, che avete? le disse dopo avere salutata la baronessa.
Adelaide non gli rispose, ma gli lanciò un'occhiata piena di malinconia, un'occhiata triste, scoraggiata, che gli fece male.
— Avete senza dubbio lavorato molto, disse la vecchia, siete cambiato. Noi siamo la causa della vostra reclusione. Questo ritratto avrà ritardato alcuni quadri importanti per la vostra riputazione.
Ippolito fu felice di trovare una scusa così buona alla sua indelicatezza.
— Sì, disse, sono stato molto occupato, ma ho sofferto...
A quelle parole Adelaide alzò la testa, guardò il suo amante, ed i suoi occhi inquieti non gli rimproverarono più nulla.
— Voi ci supponevate molto indifferenti a ciò che di bene e di male vi può accadere? disse la vecchia.
— Ebbi torto, egli rispose. Tuttavia vi sono dolori che non si potrebbero confidare ad alcuno, nemmeno ad un sentimento meno recente di quello di cui voi mi onorate...
— La sincerità, la forza dell'amicizia non si devono misurare dal tempo. Ho visto dei vecchi amici non scambiarsi una lagrima nella sventura, disse la baronessa crollando la testa.
— Ma che avete dunque? chiese il giovine ad Adelaide.