[150]. Si osservi qui per incidenza quanti utili cimelî per la conoscenza dell'arte e della vita si traggano dai monumenti dissepolti. Intorno alla vita dei Romani, specialmente privata, per es., basti rammentare quanti documenti autentici siansi tratti appunto dalle rovine di Ercolano e di Pompei, e quanto ancora si tragga intorno alla condizione della ricca civiltà romana del I secolo dell'Impero. Ved. per queste città e per gli scavi relativi: Overbeck-Mau, Pompei, citato nell'Indice bibliogr.

Di somma importanza per la storia della decorazione pittorica sono i ritrovamenti della Domus Vettiorum a Pompei, dei quali si occuparono, si può dire, tutte le Riviste d'archeologia e d'arte italiane e straniere. Cfr. A. Sogliano, La casa dei Vettii nei Monumenti antichi per cura della R. Accademia dei Lincei, VIII, 1898; Pasquale d'Amelio, Nuovi scavi di Pompei — Casa dei Vettii. Non meno importanti per gli affreschi e per l'uso di case alte più piani sono i ritrovamenti recentissimi di Boscoreale e di Ercolano (ved. tav. 57-61). Cfr. Mittheil. d. k. d. arch. Inst. Röm. Abth., 1894, p. 349 e segg.; 1896, pag 131-140, tav. III; A. Mau, Pompei in Leben u. Kunst, Lipsia, 1900.

[151]. Intorno all'Arco di Tito ved. S. Reinach, L'arc de Titus et les dépouilles du temple de Jerusalem, Parigi, 1890. Sugli archi trionfali, oltre le opere capitali del Bellorius e del De Rubeis, si studî quella già citata di L. Rossini, Gli archi di trionfo degli antichi Romani, Roma, 1836, e in particolare il lavoro del Mancini sull'arco d'Augusto a Fano, Pesaro, 1826; del Petersen sull'arco di Trajano a Benevento, Röm. Mittheil, VII, pag. 239 e segg.; del Massazza e del Ponsera sull'arco antico di Susa, Torino, 1750, 1841.

[152]. Ved. Cohen, Médailles impériales, II2, n. 545 fol., Circo; n. 542-544 pel ponte sul Danubio.

[153]. H. Thédenat, Le Forum romain et les forums impériaux, Parigi, 1898. Cfr. Melani, Archit., 3.ª ediz., tav. X (Ricostruzione).

[154]. Ved. Albertolli, Fregi trovati negli scavi del Foro Trajano con altri esistenti in Roma e in diverse altre città. Milano, 1838. Per la bibliografia intorno alla Colonna Trajana vedasi più innanzi; cfr. F. Cerasoli, I restauri alle colonne Antonina e Trajana ed ai cavalli marmorei del Quirinale al tempo di Sisto V, in Bull. comm. archéol. com. 1896, pag. 179 e segg.

[155]. Ved. Ammiano Marcellino, Rerum gestarum XVI, 10.

[156]. Ved. Cohen, Méd. impér., II2, n. 167-170.

[157]. Ved. A. v. Domaszewski, Die politische Bedeutung des Trajansbogen in Benevent in Jahresheft des österreisch. archäol. Instituts II, 2, pag. 173 e seg.; Frothingham, Der Trajansbogen in Benevent in Academie des inscriptions et belles lettres VII, 30.

[158]. Si riferisce che Costantino anzi, ridendo, forse con mal simulata invidia, dicesse il nome di Trajano esser così benemerito e noto e ricordato dapertutto da parere l'erba parietaria che alligna sopra ogni parete.