[169]. Occorre il detto di Trimalcione: Meum intendere nulla pecunia vendo, e l'osservazione di Stazio circa la bravura del riconoscere l'autore d'un'opera anche senza essere segnato: Silvae, IV, 6: Artificium veteres cognoscere ductus — et non inscriptis auctorem reddere signis.
[170]. Ved. Gentile, Storia dell'arte greca cit., pag. 145. Cfr. Atlante id., tav. CXV.
[171]. Ved. Plinio, N. H., XXXVI, 155.
[172]. Ved. Plinio, N. H., XXXVI, 41.
[173]. Ved. Bernouilli, Römische Ikonographie, nell'Indice bibl. e in altri autori, p. es. in Camillo Serafini, L'arte nei ritratti della moneta romana repubblicana in Bull. Comm. arch. com. di Roma 1897, pag. 3 e segg., tav. I. Pei confronti con lo stile dei ritratti greci, cfr. R. Foerster, Das Porträt in der griech. Plastik. Kiel 1882.
[174]. Ved. Boll. dell'Ist. di Corr. Arch. di Roma, 1863.
[175]. Ved. Gentile, Storia dell'arte greca, Milano, Hoepli, 1883, pag. 136 e segg., con la bibliografia a pag. 137-138. Cfr. M. Collignon, Histoire de la sculpture grecque. Parigi, Didot, 1897, II vol. pag. 215 e segg.
[176]. Intorno alla Colonna Trajana. Ved. Alph. Ciacconi, columnae trajanae orthographia, Roma, 1773; Froehner, La colonne trajane. Parigi, 1872-74; F. Boucher, Die Charakterköpfe der Trajanssäule, 1893; C. Cichorius, Die Reliefs der Traianssäule, herausgegeben und historisch erklärt. Berlino, Reimer, 1896. I Tafelband: Die Reliefs des ersten dakischen Krieges (gran folio 57 tavole in eliotipia) — II Text-band: Commentär dazu (8 gr).
[177]. Intorno ai sepolcri, ai sarcofaghi, ai monumenti sepolcrali in genere ved. all'Indice generale, Bianchini, Bartoli e Belloni, inoltre G. P. Campana, Illustrazioni di due sepolcri del secolo di Augusto scoperti tra la via Latina e l'Appia presso la tomba degli Scipioni, Roma, 1852, 2ª ediz. Per i monumenti sepolcrali etruschi ved. nell'Indice generale Bindseil e Orioli.
[178]. Per errore è stato considerato dal Gentile (tav. LXX cit., n. 2) quale imperatore in piedi uno schiavo giudeo con le mani legate, e fu per svista ripetuto l'errore nella mia Epigrafia latina. (Tav. LX, n. 2).