E se voi credete che gli avvenimenti della vostra vita possano formare soggetto d'una storia curiosa e dilettevole, perchè non tessere il racconto intero della vostra esistenza?

Io ho supposto nello scrivere la prima linea di queste pagine che qualche lettore mi avrebbe indirizzata una simile domanda.

Devo giustificarmi.

Anzi tutto se la vita vuolsi misurare dagli anni piuttosto che dalle passioni, io non ho fatto finora che un primo passo nella vita. Sappiano le mie lettrici—ed è ad esse specialmente che io rivolgo questa osservazione—che io non ho che ventisette anni, e sono in tutto il vigore della gioventù e della salute: Oltre a ciò la mia esistenza scorse finora sempre uguale, sempre modesta e ignorata, fu una vita come tutte le altre, una lotta del bisogno coll'impotenza, dell'aspirazione col nulla, dell'ideale col fango;—e in mezzo a tutto ciò qualche punto nero e qualche raggio di sole, qualche virtù, qualche vizio, alcune colpe, molti affetti, molte lacrime e molte delusioni—tale è la storia sintetica della mia esistenza.

Ma pure in questo povero dramma della mia vita fuvvi un giorno così splendido, così ricco di avvenimenti bizzarri e insperati, così fertile di piaceri sommi come di sommi dolori, che mi parrebbe non poter essere più in pace con me stesso, se dappoichè mi sono dato al mestiere del letterato, e mi sono proposto di destare nell'anima degli altri un eco delle sensazioni della mia, frodassi l'umanità di un racconto così meraviglioso.

E sento nel cuore una voce che mi dice: non ti si presterà fede, ti si accuserà di menzogna... No miei lettori, no chè voi non mi potreste smentire: io vi esporrò il mio racconto con tutta la coscienziosa veracità di uno storico, io non esagererò menomamente l'importanza delle mie avventure, e se queste vi parranno da principio o un poco strane o impossibili, esitate nondimeno a giudicare della loro veracità fino a che non avrete letto compiutamente il mio racconto.

La grande isola di Potikoros giace nell'Oceano equinoziale, al trentesimo grado di latitudine, non molto lontana dal piccolo arcipelago dei Navigatori.

È uno dei punti più meravigliosi della terra: tutte le delizie favolose dell'Eden, i paesaggi incantevoli del Bosforo, le rive stupende del Reno, la vegetazione rigogliosa dell'Asia, le mille meraviglie della natura disseminate qua e colà sulla vasta superficie del globo—tutto ciò riunito e disposto in un punto solo dalla mano maestra del Creatore, potrebbe offrire un'idea ancora assai debole delle bellezze di quel piccolo paradiso sconosciuto che è l'isola di Potikoros.

Ebbene, nel mattino memorabile del ventisette aprile milleottocentosessantadue, io giungeva a quell'isola—il trono di quell'isola era vacante, ed io era l'erede di quel trono.

Premetto uno schiarimento.