Tal si mostra il giardino Traversi, e allorquando la primavera ritorna l'esistenza alle piante e agli arbusti i fiori, vedresti rivestirsi di foglie i poggi, i platani, i peri, i pini ordinarj di rara grandezza, il pino più scarso del Chili. Allora risorgono rinvigorite di fresco umore le magnolie, le mimose, succedendo alle camellie, e la variatissima propagine delle rose, fra cui ti sarà grato conoscere quella che ebbe il nome della cortese signora di questa delizia.
In questa villa l'abate Amoretti scrisse la maggior parte del suo Viaggio ai tre Laghi, e gli uomini al pari di costui spasimati dall'erudizione leggano le romane epigrafi che vi restano tuttora, delle quali riprodurremo le tre seguenti valendoci della interpretazione che ne fece il principe degli archeologi italiani presenti, il dottor Giovanni Labus.
La prima dice:
Iovi Optimo Maximo Comensi
EX PRaEMISSA
FULGURIS
POTESTATE
FLAVIUS VALENS
Vir. Clarissimus Ex Decreto
Votum Solvit Libens Merito
Datum Publice
La seconda è così concepita:
HERC
VLI IN
VICTO
MYRIS
MOS
ET QUIN
TIUS
Votum Solvunt Libentes Merito
La terza poi sta nei termini seguenti:
HERCVLI IN
VICTO
Votum Solvit Libens Merito
Lucius DOMITIUS
GERMANUS
SALVO PATRONO
Avviandoci verso Monza ci converrà uscire alquanto della strada maestra se vogliamo recarci a Lissone, grossa e popolata unione di case, di decentissimo aspetto e piena di tumulto contadinesco, che fa un bel contrapposto coll'indolenza di tante borgate della bassa Lombardia.
Muggiò villa autunnale dei Barnabiti di Monza, è l'ultima terra che s'incontra prima di giungere a Monza da cui è quasi egualmente distante come da Desio. Trovasi in un terreno fertilissimo tagliato da quattro strade principali. Rientriamo nella città, meta dei nostri viaggi, per la port presso la chiesa di San Biagio.