Uscendo dalla porta opposta a quella per cui entrasti eccoti sur un tratto di via spopolata d'uomini e di case, melanconica, che per lunghi rettifili e per successive svolte dopo due miglia e mezzo di cammino, lasciando a destra il solitario Carnate, ti ridurrà ancora ad Usmate ove siamo già pervenuti per altra strada più ampia, più allegra, più variata.
Ed ecco, poco dopo calati dalla scesa settentrionale, sorridere dappresso lagotica faccialta della Pirovana, che deve tutta la sua bellezza a don Cesare Gherghentini, il quale con singolare magnificenza, elevando case, costruendo giardini, grotte, vigneti, strade acclivi, trasportò tutto il tripudio della bellezza su questo sito prima boschivo ed inameno, e chi sa dove sarebbero riusciti i suoi abbellimenti, se morte immatura non avesse troncata la vita d'un uomo, che tolto il danaro all'oziosità degli scrigni lo versava nelle mani degli artisti, degli agricoltori.
Se ti prendesse voglia di scender dalla costa occidentale di questa amenissima collina riusciresti a Lomagna, ove nulla ti invita, se ne eccettui il palazzo dei marchesi Busca, che n'erano i feudatari e quello, meglio grandioso che vago, recentemente costrutto per la dimora del curato; di qui corre una strada comunale a Bernaga, Cassina Bracchi e Casate Nuovo ove giungeremo d'altra parte.
Più bello, più ridente, più frequentato è Osnago, a cui perverrai, proseguendo per la strada principale, lasciando a destra Ronco, Bernareggio e qualche altro paesello o di poche attrattive, o di bellezze comuni. Vuoi un testimonio dell'antica magnificenza? entra nel palazzo Aresi-Lucini, già abitazione de' feudatarj di questa terra, a cui sta dinanzi una larga spianata quadrilunga; ami piuttosto ricrearti coll'aspetto dell'eleganza moderna? t'aggira per le sale, pei viali, pei boschetti, pei disordinati andirivieni del palazzo e del giardino ove il cavaliere don Paolo De-Capitani vice-presidente dell'Imp. R. Giunta del Censimento Lombardo-Veneto viene di frequente ad innebbriarsi d'un bel cielo, d'un'aria dolce, d'un clima temperato. La chiesa parrocchiale più elegante che il campanile, è abbellita di buonissimi quadri e d'un presbitero eseguito in noce sul disegno dell'illustre ornatista professore Giuseppe Moglia. Ma ti duole fra tanta amenità di vedere come la via ond'è tagliato il paesello, dopo superata la chiesa proceda verso tramontana, stretta, a gomiti, a sghimbescio e poi superato il palazzo Aresi d'improvviso si avvalli prima di correre di nuovo larga e piana. Ignoriamo il motivo di questo sconcio, l'unico che si trovi da Milano infino a Lecco, ma speriamo, che non potrà tardare un necessario miglioramento. Qui veniva frequentemente il santissimo poeta Passeroni nella casa ospitale dei Crippa, e dalle tante bellezze ond'era circondato, tolse forse qualcuna di quelle descrizioni che riboccano nel suo poema e nelle sue rime.
Succede ad Osnago Cernusco Lombardone collocato alle falde della piramidale Montevecchia cui discerni alle vette circostanti, all'albero che soverchia la chiesetta di San Bernardo posta sulla cima più orientale. O viaggiatori visitate quel sito allorchè l'autunno invita a ristar della fatica, a preparar salute ed allegria per le melanconiche giornate del verno! Spingete l'occhio sui piani sottoposti! sui monti che vi coronano. Visitate quel luogo quando sparge di nuove bellezze le rinate campagne, e diffonde i soavi incensi de' fiori
Il tepido spirar delle prim'aure
Fecondatrici....
Nella pace di questa vetta l'illustre Gaetana Agnesi elevava la mente alla soluzione de' sublimi problemi onde facea meravigliare l'Europa, e poi, quando la gloria mondana si sfrondò per lei d'ogni sua lusinga, qui veniva a sentir più davvicino la presenza di quel Dio, che la riempiva di Lui, e nutriva in essa l'operosa carità onde volle segnalarsi negli ultimi anni a favore dell'umanità soffrente. Nella chiesa di San Bernardo si tengono, forse non bastevolmente conservati, due giovanili lavori d'Appiani. Le bellezze naturali vanno però di lungo intervallo dinanzi alle artificiali, e l'amenità de' suoi vigneti, d'onde si trae uno dei migliori vini di Lombardia, vince di lunga mano quella de' suoi giardini. Ma mentre il poeta e l'innamorato s'inspireranno alla vaghezza di quel colle, di quell'orizzonte, di quei prospetti, il geologo colle sue fredde indagini si chinerà ad osservare il terreno, e si recherà di preferenza nel bosco della Cascina Ostizza a vedere gli strati verticali della roccia di color grigio-turchino, carichi di mica, e scintillanti sotto la pressione dell'acciajo, frammisti di pietre marnose e d'un'argilla che tira al vermiglio per la presenza del ferro idrato[11]. Troverà poi nella valle fra Montevecchia e Cernusco fondi torbosi, probabilmente deposito d'una palude rasciugata cogli scoli della Mòlgora, e del Curione.
Nel castello di Cernusco, onde restano pochi ruderi, Enrico da Cernusco ai tempi de' nostri municipj, podestà generale della Martesana, ristorò gli avanzi del brianteo esercito e si sostenne nel 1224, finchè cedendo alla superiorità degli avversarj milanesi dovette salvarsi nell'esiglio. Tutto il paese è decente, adorno di palazzetti e di giardini; l'architetto Moraglia eresse recentemente il bel campanile presso l'elegante e vasta chiesa di San Giovanni Battista ricostruita sulla prima metà del secolo passato. Questa fu una delle prime terre infette di peste nel 1630, e di qui fu da Giuseppe Bonfanti trasportata a Milano ove menò tanta strage.
Non è che un piacevole passeggio l'intervallo che disgiunge Cernusco dal piccolo casale di Carsaniga, seconda posta fra Milano e Lecco. Qui uscendo un cotal poco dalla via principale, arriverai a Merate, ove farai di trovarti in un martedì per recarti un'idea delle nostre villereccie unioni, della varietà elegante delle nostre contadine, dell'operosa faccenda di tanti compratori, venditori ch'erigono e distruggono botteghe a vento, banchetti posticci e trabacche.