Il collegio, un dì casa de' padri Somaschi, è vasto edificio, capace d'assai più giovanetti che non ne contenga di presente; la torre rotonda di casa Prinetti gode uno dei più vistosi prospetti della Brianza; il principesco palazzo già Novati, ora Belgiojoso, con giardini e lunghi pineti, merita d'essere partitamente visitato; la parrocchiale di Sant'Ambrogio di recente ornata di freschi potrà parere a molti più presto elegante che devota, almeno a chi provò quanto sia più propizia alla meditazione una vôlta acuta, illuminata scarsamente da piccole finestre, o da vetriere colorate. In una cappella fatta erigere dai principi Belgiojoso, i Meratesi innalzarono un monumento di riconoscenza al vicario Andrea Vanalli, uno dei pochi che attesero alla poesia latina, sebbene nè dei più conosciuti, nè de' più fortunati, forse perchè lo distraevano di troppo le cure del suo importante ministero a cui si consacrò fino alla morte con zelo degnissimo d'imitazione. L'iscrizione appostavi dice:
ANDREÆ VANALLI OBLATO
QUI
LITERAS SCIENTIASQ. SACRAS. SCITISSIME PROFESSUS
SCRIPTOR ET IPSE PROSA VERSUQ. POLITIOR
DEIN CURIAM HANC GERENDAM NACTUS
VITAM CURIS OMNIGENIS EXHAUSTAM
ANNO MDCCCXXXIII ÆTATIS LXXIX CURIÆ XXXVII
SANCTIUS CLUSIT
PAUPERUM ET PATRIÆ PATER
TOTO CIRCUMFUSO PLORANTEQ. OPPIDO
ADCLAMATUS
ULTRONEO MERATENSES ÆRE
P. P.[12].
E poichè abbiamo stabilito di far qui la prima posa di questo viaggio, sarà bene che guadagniamo tempo, per visitare le molte ville onde siamo circondati.
Appena fuori di Merate s'innalza il Subaglio ruinoso palazzo in un'invidiabile posizione, a cui viene appresso San Rocco ove un'elevata croce fregiata dei simboli della Passione ti annunzia la devota semplicità dei cenobiti che facevano un tempo risuonare delle loro pietose melodie il silenzio di quella collina. Poco discosto è Montebello, delizia di casa Roma, che sorge a cavaliere della piccola valle di Sabbione, dove giardini, viali, ed ogni guisa d'eleganza accrescono le bellezze della natura; Sartirana ove scorgerai il vasto palazzo dei Calchi al labbro d'un laghetto limaccioso e melanconico, senza emissario apparente, che straripando allaga un canneto ed un fondo torboso. La Cassina Fra Martino, poco discosta da Sartirana ebbe nome da un Fra Martino De-Capitani di Vimercate cavaliere gerosolimitano che ne era proprietario nel secolo XVII.; essa nulla presenta delle molte delizie che ti verranno gustate nell'attigua Grugnana che ha voce d'essere il miglior punto di vista nei suoi contorni. Difatti da questa casa erra lo sguardo non solamente sulla cresta delle colline briantee e sulle pianure del Milanese, ma domina anche la sottoposta valle di Brivio, il lungo serpeggiamento dell'Adda, gli angusti piani e le verdeggianti montagne e colline del Bergamasco. Da una finestra di quel palazzo provasi con quanta verità l'abate Passeroni ritraesse la Brianza quando diceva:
Ombrose valli, amene vigne e piante
Di frutti onusti e mille oggetti e mille
Allegri e vaghi scuopre l'occhio errante.
Sparse qua e là deliziose ville;
Eccelse torri, e bei palagi alteri
Rallegran le mie stupide pupille.