Ora se non ti aggrava potresti passare il fiume, e far una scorserella a veder sulla via di Bergamo la chiesetta di Cisano, la più antica della valle; e il convento di Pontida alle falde del monte Sambernardo, ed a bacio del monte Canto. Qui inutilmente ricercheresti un sasso, una parola che ricordino i clamorosi avvenimenti della Lega ivi tenuta dalle città lombarde nel 7 aprile 1166. Nella chiesa di San Giacomo di granitosa gotica a tre navate non passino innosservate le vecchie sculture ricordanti la memoria del beato Alberto di Pontida, il quale nel secolo X. fondò più monasteri di Cluniacesi, l'ultimo de' quali in patria dove, sordo alle lusinghe dell'ambizione, chiuse in pace gli ultimi suoi giorni. Caprino in posizione elevata e capo-luogo della Val di San Martino, sede del pretore, ha molti palazzi fra cui quello de' Sozzi, al quale va unito un vasto giardino. La sua bella chiesa è disegno di Pellegrino Tibaldi, ed al giovedì fa un discreto mercato di commestibili, mercerie ed anche granaglie. Questo paese possiede una ricca biblioteca. Il collegio di Celana posto a cavaliero di Caprino, fondato da San Carlo, è un vasto edificio che si va sempre aggrandendo e migliorando; da Sant'Antonio, si sale ad Opreno in Valmazza; San Paolo, San Gregorio sono montuosi casali amenissimi nell'autunno; al Pertugio visiterai le più vaste uccellande di questi contorni, proprietà del signor Pietro Sozzi di Caprino. A Villadadda, terra seminata a varj gruppi sulle falde del monte d'Odiago sorse di recente accanto alla vasta chiesa un elevato campanile secondo il disegno dell'illustre architetto ingegnere Giuseppe Bovara di Lecco. A Callusco terra famosa nelle discordie ghibelline, dove si vedono tuttora la casa e l'armatura del capitano Bartolommeo Colleoni. Medolago a due miglia da questo paesello si pretende così chiamato perchè sorgesse nel mezzo d'un lago ora scomparso. Dietro esso succedono altri colli, altre terre.
CAPITOLO QUINTO. DA BRIVIO A LECCO.
Beverate. — Airuno. — La Rôcca. — Gherghentino. — Sua valle. — Suo torrente. — Olginate. — Carlate. — Somasca. — Vercurago. — Calolzio. — Maggianico. — Galbiate. — Montebaro. — Lecco. — Territorio.
La più grossa frazione di Brivio è Beverate patria di San Simpliciano, immediato successore di Sant'Ambrogio nell'episcopato milanese, antichissima badia di San Colombano, terricciuola tutta contadinesca, ora ravvivata da una fornace poco discosta che converte in tegole le buone argille ond'è qui molta ricchezza. A questo villaggio devi recarti per proseguire la tua strada verso Lecco, quando non voglia andar direttamente ad Airuno per una strada sulle prime montuosa poi piana, radente i casali di Bolona, Cartiglio e Canosse.
Airuno è una striscia di case tagliate da un torrente e che viene in parte a trovarsi sul monte della Rôcca, collina scoscesa, faticosa, sulla quale al lunedì dell'Angelo trovi un aspetto di festività, un soggiorno di allegrezza campestre, una faccenda tra venditori e compratori, un'armonia d'inni religiosi frammisti a villereccie canzoni. Di lassù ti sarà caro vedere il bacino della Valgherghentino, che è un piano tutto a gelsi, a vigneti, a boschi ed a campagne, cui fanno cornice a tramontana e ad occidente le falde del San Genesio, e tagliato di mezzo da torrenti. Laggiù due poveri casali, Gherghentino che da nome alla valle, e Meglianico che viene a trovarsi proprio al piede del monte anzidetto. Questa vallea già feudo di Marcellino Airoldi, poi de' suoi discendenti, ha due uscite una dalla parte d'Airuno, l'altra più settentrionale, poco discosta da Olginate.
Da Airuno nulla ti arresta fino al ponte del Gherghentino, che si va magnificamente costruendo di pietra con quella sollecitudine onde a nostri giorni si eseguiscono anche le più ardite imprese. Prende nome questo torrente dalla valle d'onde proviene, ed è ricco di arenarie schistose di finissima grana d'un color bigio scuro; con isquamette di mica bianca e sottili strati di marna rossiccia e strati calcari anch'essi d'un colore piegante all'oscuro. Fra Gherghentino e il Mulinello lungo il letto di questo torrentaccio vedresti frequenti massi di serpentino, spaccati con mine, e distinti alla nerezza del loro colore, ma nessuno troverai dotato di polarità.
Alla base del monte che da Airuno procede sino a questo torrente potrà il geologo osservare le molte roccie calcaree, senza arenaria, compatte, di grana terrosa, di color azzurrognolo e d'odore argilloso.
Olginate ebbe vita ed eleganza dalla strada militare, che fece scomparire quelle tristissime vie che lo rendevano fra i più disagevoli passi carrozzabili. La chiesa di Sant'Agata rialzata sul dosso del monte, la casa, la torre ed il giardino Testori non vogliono restare sotto silenzio.
Risponde ad Olginate il visitato santuario di San Girolamo Miani, elevato al di sopra di Somasca; una povera chiesa, a cui serve di parete orientale la brulla pendice sopra della quale appoggia anche l'altare. Un'altra chiesetta rotonda di recente costruzione, abbellita d'un quadro (la risurrezione di Cristo) del professore Mazzola, male si affratella con questa romantica e sterile situazione, colla ruvida scala guadagnata dai devoti a ginocchioni, colle reliquie del castellotto sulla vetta della rupe, colla grigia nudità de' monti cadenti a ridosso della valle.
È poco discosto, rialzato sulla falda del monte, Calolzio ove fu di recente costrutta una bella chiesa dall'ingegnere Giuseppe Bovara di Lecco ad una sola nave di venticinque braccia di larghezza con tre sfondi per ciascun lato che servono di cappelle e d'ingresso, ha la lunghezza di cinquantadue braccia e l'altezza di quaranta, compreso il cornicione sostenuto sopra mezze colonne corinzie, avente la volta con cassettoni ottagoni e rosoni a rilievo. A questa navata è unito il presbitero quadrato formato da sei colonne e due pilastri impostati ai muri, egualmente d'ordine corinzio, d'oncie ventisette di diametro e venti d'altezza, sopra il cui cornicione poggia la cupola a tutto sesto. L'ordine corinzio è quello che domina pure nell'interno.